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Se associamo le sfumature alle emozioni, i sentimenti ai colori e la luce al centro di noi, è possibile che possiamo capire come visualizziamo l’esterno.

Mi spiego meglio: le emozioni sono per me alterazioni dei sentimenti, sia in positivo che in negativo; sicuramente l’emozione è una sfumatura del sentimento che nasce e si sviluppa per far sì che la nostra essenza comunichi con l’esterno. Le emozioni servono a noi  per comunicare ed esprimerci; in poche parole le emozioni sono costruite dal nostro ego per dare un senso a ciò che crediamo e a ciò che vogliamo essere o apparire.   


Per quanto concerne i sentimenti primari, l’arcobaleno è uguale per la grandissima parte degli esseri umani e noi tutti diamo lo stesso nome ai colori e li vediamo con la stessa curva: rosso esternamente verso il cielo, mentre, a scendere verso terra, l’arancione, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco ed infine il violetto, scendendo in basso, nell’inconscio di noi. Essi, proprio come i sentimenti primari, determinano la nostra stessa sopravvivenza.

Cercando dentro di me il loro significato potrei benissimo chiamarli: Amore, Libertà, Stima, Benessere, Compassione,Verità, Pace.  In ognuna di queste parole il significato, ossia le sfumature, possono essere molteplici, ma il loro valore primario può essere  universale? Se sì, allora si può andare alla sorgente, che è la luce, che è sostanza di tutti noi.

Questa è la mia visione di come siamo: immagine e somiglianza di tutto l’Universo

Germano.
 



4 Risposte a “Sfumature interiori”
  1. germano scrive:

    Preferisco un buon bicchiere di vino, sei simpatico… ciao a presto,Germano.

  2. Dario scrive:

    “Io le chiamo emozioni”, mi sembra un’affermazione pesante dal punto di vista gravitazionale, e non solo.

    L’io, come premessa delle nostre affermazioni, non va mai bene, come mi ripeteva la mia maestra di scuola elementare (era una psicologa).

    Questo ego onnipresente, poco si presta all’ascolto degli altri. Mi spiego?

    La leggerezza a cui mi riferivo è proprio questa.

    Si faccia un boccale di birra ogni tanto……..aiuta.

    Ciao sig. Germano, dario.

  3. germano scrive:

    Io credo che ci sia differenza tra le due dimensioni, e riuscire con leggerezza a stare sia nell’una che nell’altra con cosapevolezza, possiamo raggiungere quell’equilibrio mentale,fisico e spirituale che da sempre cerchiamo. Tutto è importante,nulla è importante dipende dalle sfumature che i nostri sentimenti caricano sopra, io le chiamo emozioni. Ciao GERMANO.

  4. Dario scrive:

    Vorrei soffermarmi sulle “sfumature interiori”.

    Una bellissima quanto complicata costruzione verbale: che cos’è una sfumatura interiore?

    Si può intendere come la parte superficiale, in quanto sfumatura, della nostra interiorità.

    Ma la nostra interiorità, in quanto tale, può avere delle “parti” superficiali?

    Cos’è l’interiorità?

    Viene identificata, se non sbaglio, con la parte più profonda dell’essere e, quindi per definizione, priva di parti superciali.

    Ma se viene contemplata come allegoria la si può sdoganare come sfumatura, e allora tutto può essere.

    Penso sia un’operazione possibile e contraddittoria nel contempo: che si possa essere superciali in profondità, è leggerezza infinita!

    E’ una liberazione da tutti i dogmi e i misteri che avvolgono e determinano ogni millesimo di attimo della nostra vita mentale.

    Quindi la nostra vita interiore, interfaccia di quella che si vive sul pianeta ogni giorno, sarebbe l’allegoria della “sostanza” superficiale?

    Se fosse in vita, vorrei chiederlo a Platone.

    Comincio a non capirmi, come capita a chi con “leggerezza”, scende in profondità.

    Fatemi sapere.

    Dario

  5.  
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