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Essere grati vuol dire libertà

 

Siamo alla fine dell’anno, tempo di bilanci, qual è il nostro stato d’animo prevalente? Siamo felici e soddisfatti di quanto vissuto in quest’anno 2008 o ci sentiamo stanchi e spossati, contenti di sapere che un nuovo anno è alle porte?

Se il sentimento dominante è quest’ultimo – e magari è anche simile a quello provato alla fine dello scorso anno – è importante ricordare che non sono le cose, gli avvenimenti o le persone a determinare la qualità della nostra vita, ma siamo noi, solo ed esclusivamente noi! E se ancora dubitiamo di questo, allora sapremo che anche il 2009 non potrà apportare grandi cambiamenti positivi, perché la qualità della nostra vita sarà lasciata al caso, cioè al nostro inconscio, con le sue paure – sinapsi da noi create, sia chiaro – e le sue associazioni depotenzianti.


Il punto migliore dal quale partire per apportare cambiamenti positivi è la gratitudine: essere grati per ciò che siamo, indipendentemente da ciò che siamo. Dedichiamo questi ultimi giorni dell’anno ad esprimere gratitudine alle persone che ci hanno accompagnato in questi ultimi 12 mesi, a quelle con cui siamo stati in armonia, ma anche a quelle con le quali abbiamo avuto dei problemi. Ringraziamo poi tutti gli eventi di quest’anno, compresi quelli che definiamo ‘negativi’, forse anch’essi ci stanno aiutando -anche se non ne siamo ancora consapevoli – nella nostra crescita personale. Ringraziamo infine noi stessi per tutto ciò che siamo.

La gratitudine è uno strumento potente che ci permette di lasciar andare risentimenti e rancori, le energie più basse e autodistruttive che sono alla base della nostra infelicità.

Questo l’obiettivo di questo mese: lasciar andare tutti i risentimenti che ancora tratteniamo verso noi stessi, verso gli altri e verso le situazioni, preparandoci ad arrivare all’anno nuovo più leggeri e luminosi, pieni solo di quell’energia d’amore grazie alla quale possiamo attrarre a noi una vita felice ed appagante. Ricordiamoci che rancori e risentimenti sono alla base della nostra infelicità e che trattenerli o lasciarli andare dipende solo da noi, esclusivamente da noi. E’ nostro il potere di scegliere i nostri sentimenti. Solo nostro.

Dedichiamoci dunque a gettar via tutti i pesanti fardelli emozionali che ancora gravano sulle nostre spalle e sul nostro cuore. Lasciamo andare persone, cose, situazioni, tutto ciò che continua a tormentare i nostri pensieri, ricordando che siamo noi i padroni dei nostri pensieri e che niente e nessuno ha il potere di toglierci la serenità a meno che noi lo permettiamo. Ripetiamo questo concetto come un mantra: niente e nessuno ha il potere di togliermi la serenità a  meno che io lo permetta, e io decido di non permetterlo!

E se ancora abbiamo difficoltà nel lasciar andare i nostri risentimenti, riflettiamo sull’illuminato pensiero di Dostoevskij

 

Ciò che non riusciamo a perdonare all’altro sono i nostri errori e le nostre rinunce

 

potremmo scoprire che il risentimento da lasciar andare non è verso qualcun altro o verso qualcos’altro ma verso noi stessi. In questo caso, invece di giudicarci e criticarci per il nostro operato, impegniamoci ad essere più amorevoli, più comprensivi ed accoglienti, ad ascoltarci di più e a prenderci cura di noi: i risentimenti allora evaporeranno come rugiada al sole.

 

Esercizio di gratitudine

 

Sono grato alla vita per ciò che è
Sono grato alle persone che mi circondano (padre, madre, partner, figli, fratelli, amici, datore di lavoro, ecc.)
Sono grato a me stesso, per ciò che sono

Accetto di perdonare e lasciar andare i risentimenti verso … (pronunciare un nome alla volta)
Accetto di perdonare i miei errori e le mie fragilità
Accetto di perdonare e lasciar andare i risentimenti verso me stesso
Accetto di perdonare me stesso per avere rancori e risentimenti

Niente e nessuno può togliermi la serenità (a meno che io lo permetta)
Niente e nessuno può togliermi la pace interiore (a meno che io lo permetta)
La mia pace interiore dipende solo da me
Io -e solo io- sono padrone dei miei pensieri
Io -e solo io- sono padrone dei miei sentimenti

 

Meditare sulla gratitudine

 

Facciamo un elenco delle persone verso le quali sappiamo di serbare risentimento, compresi noi stessi.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di avere davanti a noi la prima persona dell’elenco, auguriamole di cuore ogni felicità, auguriamoci che salute, abbondanza e amore aumentino nella sua vita, quindi immaginiamo di lasciarla andare con la nostra benedizione, procediamo con le altre persone, una alla volta, nello stesso modo.

Non dimentichiamoci di includere noi stessi nell’esercizio. Ripetiamo questa visualizzazione più volte, fino a quando sentiamo che la tensione verso queste persone è scomparsa. Ricordiamoci che lo facciamo per noi, per lasciar andare il nostro fardello di risentimento, non per loro!

Una volta esaurito l’elenco di persone, possiamo immaginare tutte le situazioni che ci hanno provocato risentimento, riportarle alla nostra mente e benedire anch’esse, anche se ancora non ci è apparso chiaro in che modo ci siano state utili.

Questo esercizio ci dà la possibilità di vuotare il sacco dei nostri sentimenti negativi lasciando spazio per un’energia di più alta qualità.

Un Saluto di Luce

Fausto

Siti Amiciwww.convinzioni.it



2 Risposte a “La gratitudine e le convinzioni”
  1. birba scrive:

    lA GRATITUDINE TI FA SENTIRE VERAMENTE BENE, E METTERLA IN ATTO ALL’INIZIO NON E’ MOLTO FACILE, MA UNA VOLTA CHE HAI CAPITO LA VERA ESSENZA DI QUESTO SENTIMENTO, TI DA QUELLA GIOIA E AMORE CHE TANTE VOLTE SI CERCANO ALTROVE E NON SI RAGGIUNGONO MAI.
    BUONA GIORNATA.

  2.  
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